lunedì 10 agosto 2009

Insulsi pensieri (in tristezza)

C’è tristezza nell’aria.
Quella tristezza un po’ puttana che aleggia nella stanza e in giardino e ovunque volgi lo sguardo.
Ha deciso di farmi visita, portando con sé un coltello.
Così quest’oggi non riesco a vedere i colori. E non c’è nemmeno il sole.
C’è una nave che salpa, però.
Si allontana da me e non tornerà a prendermi.
Ci sono pezzi della mia pelle là sopra, persi per sempre.
Brandelli di me in viaggio, su un oceano vasto come il cielo, si scorderanno di me.
Ma io non mi scorderò di loro.
Non sento quasi più le lacrime, quelle piccole gocce perfette che devastano cuori imperfetti.
Il respiro si muove a singhiozzi: manca l’aria qui, dove non c’è il mare, ma solo deserto e sabbia negli occhi.
Dire addio alla propria pelle non è semplice e nemmeno augurarle buon viaggio.
Difficile conoscere saggezza quando una lama ti si infila nella carne, impossibile ricordare cosa significa essere felici.

1 commento:

  1. no, no! amica, verrano tempi migliori!! Le onde toccano la riva ma poi poco a poco tornano indietro.
    ciao
    O.

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