venerdì 23 ottobre 2009

L'indicibile solitudine. Ode a Rilke.

Dormono sonni tranquilli
gli uomini
senza meraviglia negli occhi.
Perdono istanti di immenso
che li sfiora
in giorni qualunque
destinati all'oblio.
Stupirsi non è previsto
nelle loro esistenze logiche,
perdersi è segno di debolezza
fermarsi, di sconfitta.
La verità è misera
se non la si sfida.
Dormono sonni tranquilli
gli uomini
che non conoscono
l'indicibile solitudine
a cui siamo destinati.

Squarci di solitudine leggera

Quella strana tensione, che non sai cos'è e non importa: è lei che ti spinge in avanti.
Una sottile gioia ingiustificata che non cerchi, ma ti accompagna anche in momenti all'apparenza vuoti e vacui.
Il non senso non mi spaventa più, al contrario mi attira e mi fa sorridere, fa parte di me e del mondo in cui vivo e dell'unverso che mi sono costruita intorno.
Non esistono gioie piccole o grandi, esiste solo la voglia di riconoscerle e ringraziarle, di viverle, ricordarle, portarle con sè finchè ci sarà memoria.
Abbandono la lotta, sentendomi più forte ora che ho compreso che la dolcezza è più forte di ogni pugno.
Non so se dimenticare possa essere curativo, ma sono certa che accettare possa salvare.
La solitudine delle mie notti mi è amica e confidente, consigliera senza parola, mi suggerisce le risposte che in mezzo al caos non trovano spazio e forma.
Soffocare i fili di pensieri non è per me: io li seguo, per ingarbugliati che siano, li seguo.
Aspettare l'alba sarà il mio compito, vederla per davvero la mia vittoria.
Sono il sole, sono il cielo sopra queste montagne, sono il mare lontano ma non poi così tanto.
Mani invisibili accarezzano il mio viso, non sento dolore,ma un abbraccio dal cuore del mondo che mi vuole e mi avrà.
Sorrido perchè è un dovere. Oggi lo è.

giovedì 22 ottobre 2009

Cit. "Sono centomila i chilometri......."

Dopo Cri, Sansoner, Zero e Nico, dovrebbe passare di qui il mio amico cantante...
Per cui, CIAO CANTANTEEEEEEEEEE!!!!!!!!
Attendo con ansia la primavera, sarò in prima fila ad agitarmi come sempre!

sabato 17 ottobre 2009

In attesa della conta degli alberi di Natale

Il vento gelido, ma gelido sul serio, non ha rovinato la serata.
Anzi, ha spazzato il cielo e scoperto le stelle.
Libri e parole e musica e arte: ecco di cos'ho bisogno.
Colori, notti gelide, ore lunghissime, occhi che sognano.
Un fiore può cambiare una giornata Santo Cielo, com'è che nessuno se ne rende conto?
Alla fine non lo so perchè scrivo, ma se devo essere sincera, forse, non so nemmeno perchè penso. Eppure lo faccio di continuo, anche se fa male ed è sbagliato, anche se complica le cose anzichè facilitarle.
E allora continuo sulla mia strada, attendendo fiduciosa il giorno del grande coraggio, o magari della grande saturazione.
Nel frattempo continuo a fare e disfare, anche se disfo un po' meno. Ci penserà chi di dovere a farlo al mio posto.

Buona giornata gente, io stanotte ho visto un cielo spettacolare e fulmini in lontananza.
Ditemi voi, se questa non è magia.

venerdì 16 ottobre 2009

Il bugiardo dolcissimo

Dimmi quelle parole e fammi volare in alto, come mai prima.
Raccontami quello che ancora non so, parlami del mondo e di come lo vedi tu, di cosa pensi del cielo, di cosa ti fa sorridere.
Voglio ascoltare i tuoi pensieri e vedere la tua anima, sentire la verità: sentirla una volta soltanto.
Ti prego, non nasconderti dietro facciate ridipinte mille volte o dietro muri che si sbriciolano: mostrami ciò che temi e vedrai che diventerà luce in un istante, leva i cardini e sfila quella porta.
Guardami: i miei occhi ti sveleranno il loro segreto e sarà dolce scoprire che è lo stesso di sempre.
Non farà male, sarà il passaggio obbligato per due destini che si sono incrociati e riconosciuti, sarà ciò che deve essere, se lo scegliamo insieme.
Ho paura del nulla e voglio relegarlo in quella stanza buia costruita per lui dal Dio della vita, in un giorno d'amore e di follia.
Siamo come queste stelle che ci fanno da cappello: dobbiamo brillare, illuminare una piccola porzione di mondo, bruciare di vita anche per chi non ne è capace.
Slega il macigno che hai legato alla caviglia, vola per non dover strisciare, ridi per non dover odiare, racconta per non dover dimenticare.
La verità la scegli tu, ma dimmela e fai volare anche me, che da sola ho troppa paura.
No, non mentire, non adesso, non qui.
Adesso dobbiamo volare.
E non farà male, perchè sarà ciò che deve essere.
Dammi la mano ed io non la lascerò più.

mercoledì 14 ottobre 2009

Pace: in una notte di incenso svanito.

Per ogni cosa che si rompe, ce n'è una che si aggiusta. O forse no.
Una volta, mi sono fatta leggere l'aura ma nemmeno me lo ricordo.
Traumi o non traumi la vita si vive, cazzi tuoi.
Psicologi e compagnia bella, non mi avrete mai. Faccio a modo mio, tanto ho imparato che giusto e sbagliato sono concetti che valgono solo a scuola.
Sorridere mi ha sempre salvata e non ho mai smesso di esserne capace.
Lasciatemi le mie debolezze: sono conforto e appoggio.
E concedete un po' di orgoglio a me che lo sottovaluto.
Due amici, tre tazzine, chiacchiere sul Ponte sullo Stretto, compleanni che durano una settimana e una gatta grigia in giro per casa: certo che poi posso dormire soddisfatta.
Oppure aperitivo e cena con un'amica decennale a ricordare le cazzate del liceo... Già, perchè li abbiamo avuti anche noi diciassette anni. E scrivevamo lettere ai ragazzi che ci piacevano e fumavamo le prime sigarette di nascosto e bevevamo la vodka alla menta e ci indivanettavamo in discoteca. Dormivamo insieme e facevamo le cinque del mattino a parlare, facevamo cartelloni di auguri per i compleanni, vomitavamo fuori dai locali e tornavamo a casa alle sette.


Fanculo a tutte le menate stasera, a voi che avete deciso come sono fatta io, a voi che mi sottovalutate, che sapete cos'è meglio per me, che siete maestri del nascondersi dietro ad un dito, voi che vi date troppa importanza. Nessuno ha tutto questo peso.
Mettetevelo bene in testa.
Io mi sento leggera.
E se volete fare la guerra del "chi ci perde di più", sono qui: pronti a soccombere?

venerdì 9 ottobre 2009

Good Morning World!

I giorni del risveglio.
E' un bel casino rimettere le cose a posto.
Scegliere che linea seguire.
In ogni caso sorridendo.
Se prorpio devo dirla tutta, a me i risvegli fanno schifo.
Io li odio e li schifo, come disse un giorno qualcuno, i risvegli.
Ma è solo per non dire che sono io che mi odio e mi schifo.
Culoaterraeripartire.
Buongiorno Mondo!

L'attesa indecente di chi non può parlare

Il quadro non ci sarà.
Ci siamo andati quasi vicino, ma alla fine è saltato.
Questione di scelte, ed io sono sempre stata drastica.
Probabilmente nemmeno quel regalo arriverà: parole alcoliche dette tanto per dire, tanto per essere dette, che nel dubbio è sempre meglio dire qualcosa.
Attaccati a fili così sottili da sembrare invisibili, guidiamo i nostri passi credendo di scegliere.
Ma tutto è già scritto.
E la storia dei burattini non è poi così insensata.
Al cospetto della fine perdo sensibilità, esco dal mio corpo, mi allontano.
Mi accuccio in un angolo e aspetto... Che se ne vada...
La morte ha molte forme, ed io sono stanca di riconoscerla.
Chiamatelo scappare e siatene orgogliosi.
Io lo chiamo sopravvivere.

mercoledì 7 ottobre 2009

Che finisca com'è iniziata

VERTIGINE


Stavo bene, stavo accomodato li
in equilibrio tra curve e spigoli
Credevo di essere meno sensibile
ma è successo a noi...è successo a noi...

Piccolissima esplosione di gioia
Piccolissima emozione che non so gestire
Piccolissima porzione di sole
Piccolissima persona non ti lascio andare più

Potrebbe anche franare la pietra che ho nel cuore
e diventare spiaggia da poterci camminare
Mi strappo via i vestiti ed entro nel tuo mare
è caldo, è calmo, ci si può naufragare

Piccolissima esplosione di gioia
Piccolissima emozione che non so gestire
Piccolissima porzione di sole
Piccolissima persona non ti lascio andare più

E' il tuo veleno che sa di vertigine
e io precipito nella tua chimica
nodi da sciogliere, risposte che non ho
e che non voglio più!

Piccolissima esplosione di gioia
Piccolissima emozione che non so gestire
Piccolissima porzione di sole
Piccolissima persona non ti lascio andare più

Negrita

Verità o menzogna?

La verità stava sotto quella gonna.
Tra quelle gambe che si muovevano sensuali su dei tacchi neri.
One Way Or Another dalle casse tremanti. Un allucinogeno erotismo, consumato nei pensieri, suggerito da troppo alcol e incalzato da tutto quello stusciarsi e divincolarsi di corpi.

La verità era là sotto, ci avrei trovato la "Dea delle parole finali", mi avrebbe spiegato il segreto ancestrale che nessuno lambisce mai, nemmeno per un istante, come un fiume invisibile che attraversa il deserto.
Avrei capito, un illuminato, le risposte alle domande mai formulate, perchè potenzialmente assassine.
Arrivarci e afferrarle per la coda, lottare, vincere, sapere.
L'istinto ci salverà, ci salva sempre, e il mio istinto mi dice che devo infilarmi tra quelle gambe.

Ricordo perfettamente questi pensieri.
Avevo vent'anni ed ero certo che la verità l'avrei trovata sotto una gonna.

lunedì 5 ottobre 2009

Il fondo (remind)

E' una morte.
Sa proprio di morte, uccide.
Tortura reiterara dell'eterno pensiero impossibile. Mi faccio del male perchè non sono capace di amarmi, e sarebbe così facile poi, se mi amassi tu.
Ma il vento non ha colpe e spettina i capelli in quel modo dolcissimo quando meno lo diresti.
Allo stesso modo asciugherà le lacrime, che piccole e inutili continueranno a rigarti il viso.
E' una morte eccome.

Archivi sprangati

E son rimasti coriandoli di errori e investimenti affettivi e fughe per salvarsi.
Piccoli pezzetti che svolazzano nell'aria, leggerissimi, che poi di leggero non hanno nulla.
A guardarli strappano anche un sorriso, bello spettacolo danzante, in aria dolci e naturali coreografie, tante piccole morti del cigno.
La scatola dei ricordi è quantomai affollata, ma tocca chiuderla.
C'è dentro un sacco di roba, c'è dentro un pezzo di strada, ci sono io lì dentro.
Ci infilo anche i coriandoli, li raccolgo ad uno ad uno e li conservo: se rivorrò la neve nella mia stanza, li userò.
Conservare non è sbagliato, basta saper scegliere. Ma è proprio lì che sta il problema: scegliere che cosa tenere e cosa no, cosa deve essere buttato e cosa conservare.
E parla che una che conserva coriandoli immaginari dentro una scatola dei ricordi che non esiste...
Se sapessi suonare la chitarra, in questo momento suonerei.
Se fossi capace di archiviare e chiudere...

domenica 4 ottobre 2009

Sperando in "diamanti tra le mani per tempi meno buoni"

Uno scrigno: aprirlo e specchiarsi.
Vedere ciò che è da vedere e dimenticare tutto il resto.
Parole. Poesia. Parole. Musica. Parole. Libri. Parole. Vita. Parole. Altra vita. Ancora parole: il tesoro che vorrei.
E tesoro è una parola difficile, enorme.
Se te la senti, io la pronuncio.