Per ogni cosa che si rompe, ce n'è una che si aggiusta. O forse no.
Una volta, mi sono fatta leggere l'aura ma nemmeno me lo ricordo.
Traumi o non traumi la vita si vive, cazzi tuoi.
Psicologi e compagnia bella, non mi avrete mai. Faccio a modo mio, tanto ho imparato che giusto e sbagliato sono concetti che valgono solo a scuola.
Sorridere mi ha sempre salvata e non ho mai smesso di esserne capace.
Lasciatemi le mie debolezze: sono conforto e appoggio.
E concedete un po' di orgoglio a me che lo sottovaluto.
Due amici, tre tazzine, chiacchiere sul Ponte sullo Stretto, compleanni che durano una settimana e una gatta grigia in giro per casa: certo che poi posso dormire soddisfatta.
Oppure aperitivo e cena con un'amica decennale a ricordare le cazzate del liceo... Già, perchè li abbiamo avuti anche noi diciassette anni. E scrivevamo lettere ai ragazzi che ci piacevano e fumavamo le prime sigarette di nascosto e bevevamo la vodka alla menta e ci indivanettavamo in discoteca. Dormivamo insieme e facevamo le cinque del mattino a parlare, facevamo cartelloni di auguri per i compleanni, vomitavamo fuori dai locali e tornavamo a casa alle sette.
Fanculo a tutte le menate stasera, a voi che avete deciso come sono fatta io, a voi che mi sottovalutate, che sapete cos'è meglio per me, che siete maestri del nascondersi dietro ad un dito, voi che vi date troppa importanza. Nessuno ha tutto questo peso.
Mettetevelo bene in testa.
Io mi sento leggera.
E se volete fare la guerra del "chi ci perde di più", sono qui: pronti a soccombere?
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