venerdì 23 ottobre 2009

L'indicibile solitudine. Ode a Rilke.

Dormono sonni tranquilli
gli uomini
senza meraviglia negli occhi.
Perdono istanti di immenso
che li sfiora
in giorni qualunque
destinati all'oblio.
Stupirsi non è previsto
nelle loro esistenze logiche,
perdersi è segno di debolezza
fermarsi, di sconfitta.
La verità è misera
se non la si sfida.
Dormono sonni tranquilli
gli uomini
che non conoscono
l'indicibile solitudine
a cui siamo destinati.

2 commenti:

  1. tremendamente vibrante...quanto mi sento uno di quegli uomoni!!! ...non lo siamo un pò tutti?

    alla fine della poesia avrei acceso una di quelle piccole pile che son tanto utili quando manca la luce in casa.... che dici?



    ps: grazie tantissimo per avermi fatto partecipe del tuo blog!!

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  2. Sono lusingata.
    Dalla tua presenza qui e dalle tue parole.
    "Tremendamente vibrante" è bellissimo e grande, per me lo è.

    Già, lo siamo tutti. Chissà se la differenza la fa l'esserne coscienti o meno. Chissà davvero se c'è differenza.

    La metafora della pila è stupenda.
    Grazie Federico, sul serio.

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