venerdì 16 ottobre 2009

Il bugiardo dolcissimo

Dimmi quelle parole e fammi volare in alto, come mai prima.
Raccontami quello che ancora non so, parlami del mondo e di come lo vedi tu, di cosa pensi del cielo, di cosa ti fa sorridere.
Voglio ascoltare i tuoi pensieri e vedere la tua anima, sentire la verità: sentirla una volta soltanto.
Ti prego, non nasconderti dietro facciate ridipinte mille volte o dietro muri che si sbriciolano: mostrami ciò che temi e vedrai che diventerà luce in un istante, leva i cardini e sfila quella porta.
Guardami: i miei occhi ti sveleranno il loro segreto e sarà dolce scoprire che è lo stesso di sempre.
Non farà male, sarà il passaggio obbligato per due destini che si sono incrociati e riconosciuti, sarà ciò che deve essere, se lo scegliamo insieme.
Ho paura del nulla e voglio relegarlo in quella stanza buia costruita per lui dal Dio della vita, in un giorno d'amore e di follia.
Siamo come queste stelle che ci fanno da cappello: dobbiamo brillare, illuminare una piccola porzione di mondo, bruciare di vita anche per chi non ne è capace.
Slega il macigno che hai legato alla caviglia, vola per non dover strisciare, ridi per non dover odiare, racconta per non dover dimenticare.
La verità la scegli tu, ma dimmela e fai volare anche me, che da sola ho troppa paura.
No, non mentire, non adesso, non qui.
Adesso dobbiamo volare.
E non farà male, perchè sarà ciò che deve essere.
Dammi la mano ed io non la lascerò più.

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