Come quella volta in cui un amico faceva cena per il compleanno e mi ha chiesto se gli facevo il tiramisù.
O quella in cui Alice mi ha chiamata e mi ha chiesto posso passare e prima di andare via mi ha detto grazie per avermi ascoltata.
O tutte le volte che Maddalena mi chiede se le racconto la storia del lupo e i sette capretti che quella è proprio la più bella di tutte.
E allora tra le pagine di un libro puoi cambiare idea, smettere di avercela con quella canzone, con quella persona, con quella storia.
I numeri dispari non sono poi così male e annoiano meno di quelli pari.
La bella addormentata, effettivamente, non ti ha mai fatto nulla.
Quella troia se è così troia ci sarà un motivo. L’autunno, poi, è arrivato tardi quest’anno.
Ma il 2010 arriverà puntuale, con o senza neve. Ma la neve ci sarà?
Un treno che viaggia, un treno che scappa, un treno che neanche lo sa che sta facendo. Se lo sapesse. Ma non potrebbe saperlo. Provate a dirglielo voi se fa fermate nelle vostre città. Se lo vedete passare.
Il mondo, però, continua a non piacermi e non ci posso fare nulla.
Solo che non poterci far nulla è da sempre qualcosa di dissanguante. Nulla è proprio poco.
Crack e fiumi a scorrere, non azzurri però. Niente colline, figurati praterie.
Dilaniante.
Ma immaginatelo detto pulp, vi prego.
Con la faccia schifata e la voce roca, la bocca storta in una smorfia sadica.
Dilaniante.
PULP! MOLTO PULP! PURE TROPPO!
E con questo, io ho finito.
venerdì 20 novembre 2009
sabato 14 novembre 2009
Piccole invasioni di campo. Che non sono mai tanto piccole.
I compleanni di novembre, ma anche i concerti.
E quello dei Green Day è stato uno spettacolo, anche se non ho più diciassette anni da un pezzo.
La gran verità che il tempo cancella ogni ferita; la gran verità che funziona solo con quelle superficiali.
Nuove forme di libertà.
Piccole invasioni di campo. Che non sono mai tanto piccole.
Peter Pan e l’Isola Che Non C’è e Trilli e i Bimbi Sperduti. Ma non so chi di loro vorrei essere. Ma so che per Capitan Uncino mi spiace un sacco: è l’uomo più sfigato di tutti i mari.
Nessun approdo, ma pensieri coraggiosi che si fanno spazio nel labirinto delle possibilità. Quelle che scegliamo noi, se davvero scegliamo qualcosa.
Visi nuovi, anche. Anime più o meno antiche che si trovano a passare di qui e si fermano, per un po’, per un niente, per sempre. In mille modi diversi. In un unico modo, sempre quello.
Incognite mai risolte, teoremi e postulati zoppicanti, frazioni che si semplificano e danno sempre uno.
Allora forse è meglio non sapere, galleggiare dubbiosi fra tanti casi tendenti allo zero, cullarsi nel mare dei risultati diversi, che tanto è sbagliato sul libro, di fisso.
Ho meno paura di altre persone, il che mi fa sorridere.
Non sarà lei ad impedire l’evoluzione delle piccole invasioni di campo.
Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Alfieri docet ed io mi accodo.
Le strade si dividono sempre.
Cartellino giallo o rosso non fa differenza.
E’ l’esserci stati che permetterà, un giorno, di raccontarlo.
E io, al concerto dei Green Day, c’ero.
E quello dei Green Day è stato uno spettacolo, anche se non ho più diciassette anni da un pezzo.
La gran verità che il tempo cancella ogni ferita; la gran verità che funziona solo con quelle superficiali.
Nuove forme di libertà.
Piccole invasioni di campo. Che non sono mai tanto piccole.
Peter Pan e l’Isola Che Non C’è e Trilli e i Bimbi Sperduti. Ma non so chi di loro vorrei essere. Ma so che per Capitan Uncino mi spiace un sacco: è l’uomo più sfigato di tutti i mari.
Nessun approdo, ma pensieri coraggiosi che si fanno spazio nel labirinto delle possibilità. Quelle che scegliamo noi, se davvero scegliamo qualcosa.
Visi nuovi, anche. Anime più o meno antiche che si trovano a passare di qui e si fermano, per un po’, per un niente, per sempre. In mille modi diversi. In un unico modo, sempre quello.
Incognite mai risolte, teoremi e postulati zoppicanti, frazioni che si semplificano e danno sempre uno.
Allora forse è meglio non sapere, galleggiare dubbiosi fra tanti casi tendenti allo zero, cullarsi nel mare dei risultati diversi, che tanto è sbagliato sul libro, di fisso.
Ho meno paura di altre persone, il che mi fa sorridere.
Non sarà lei ad impedire l’evoluzione delle piccole invasioni di campo.
Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Alfieri docet ed io mi accodo.
Le strade si dividono sempre.
Cartellino giallo o rosso non fa differenza.
E’ l’esserci stati che permetterà, un giorno, di raccontarlo.
E io, al concerto dei Green Day, c’ero.
giovedì 5 novembre 2009
"Sbatti le ali per me, Bloom?"
Oggi ho rivestito di note una scatola, attaccato figurine su un album, parlato di calcio e studiato una poesia a memoria.
Stare con i bambini fa effettivamente bene.
E se devono disegnare gli ingredienti della pozione magica di una strega, loro disegnano anche l'etichetta e ci scrivono che cosa contiene: "occhio di topo", "bava di rospo", "orecchio di pipistrello", "coda di drago".
Roba che a te non verrebbe mai, ma ma-i!
Al massimo coloreresti gli ingredienti di colori diversi, ma non ti verrebbe mai di scriverci anche l'etichetta. Pazzesco.
E ci rimani un po' bene e un po' male.
Un po' bene perché è dolcissima e meravigliosa come immagine e di colpo ti ricordi che li hai avuti anche tu, otto anni. Un po' male perché ti prende un nodo alla gola che non te lo togli più per tutto il giorno.
Perchè tu l'hai persa la fantasia, per quanto ti ostini ad affermare il contrario, quella vera che ti trasporta altrove e non vorresti più tornare, quella l'hai persa.
E ci rimani malissimo.
Ti osservi e guardi quello che sei, pensi che tra un po' sarà Natale e che lei c'era venerdì e c'era sabato. E tu non ci sei più.
Una Winx è preferibile. Posso ben capirlo. E' che vorrei che mi facesse vedere come sbatte le ali quella Bloom. Davvero.
Che poi lei userà "polvere di luna" e "vento del deserto" come ingredienti magici, mica rospi e cose. Ma questa è un'altra storia.
Attendo i concertoni di novembre e dicembre, le ottime compagnie, qualche serata casalinga e qualche cenaccia.
Leggo "Le affinità elettive" e coccolo la mia miciona. Ascolto la musica a tutto volume e rido il più possibile.
Così facendo arriverà anche il fottuto Natale.
Ma quest'anno non deve cogliermi impreparata.
Indosserò lo "Scudo-magico-anti-Natale" che mi ha consegnato il Vecchio Saggio, più vecchio che saggio, alle pendici del "Monte della Vista Perduta", proprio dove nasce il "Fiume delle Parole Taciute".
Spero tanto che un giorno Bloom mi faccia vedere come sbatte quelle ali...
Stare con i bambini fa effettivamente bene.
E se devono disegnare gli ingredienti della pozione magica di una strega, loro disegnano anche l'etichetta e ci scrivono che cosa contiene: "occhio di topo", "bava di rospo", "orecchio di pipistrello", "coda di drago".
Roba che a te non verrebbe mai, ma ma-i!
Al massimo coloreresti gli ingredienti di colori diversi, ma non ti verrebbe mai di scriverci anche l'etichetta. Pazzesco.
E ci rimani un po' bene e un po' male.
Un po' bene perché è dolcissima e meravigliosa come immagine e di colpo ti ricordi che li hai avuti anche tu, otto anni. Un po' male perché ti prende un nodo alla gola che non te lo togli più per tutto il giorno.
Perchè tu l'hai persa la fantasia, per quanto ti ostini ad affermare il contrario, quella vera che ti trasporta altrove e non vorresti più tornare, quella l'hai persa.
E ci rimani malissimo.
Ti osservi e guardi quello che sei, pensi che tra un po' sarà Natale e che lei c'era venerdì e c'era sabato. E tu non ci sei più.
Una Winx è preferibile. Posso ben capirlo. E' che vorrei che mi facesse vedere come sbatte le ali quella Bloom. Davvero.
Che poi lei userà "polvere di luna" e "vento del deserto" come ingredienti magici, mica rospi e cose. Ma questa è un'altra storia.
Attendo i concertoni di novembre e dicembre, le ottime compagnie, qualche serata casalinga e qualche cenaccia.
Leggo "Le affinità elettive" e coccolo la mia miciona. Ascolto la musica a tutto volume e rido il più possibile.
Così facendo arriverà anche il fottuto Natale.
Ma quest'anno non deve cogliermi impreparata.
Indosserò lo "Scudo-magico-anti-Natale" che mi ha consegnato il Vecchio Saggio, più vecchio che saggio, alle pendici del "Monte della Vista Perduta", proprio dove nasce il "Fiume delle Parole Taciute".
Spero tanto che un giorno Bloom mi faccia vedere come sbatte quelle ali...
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