Rimango qui, seduta, mentre il mondo intorno continua a muoversi e non si cura di me, intimamente avvolta dalle coperte, perdendomi in flussi costanti di emozioni troppo nitide.
Ci devono essere dei nessi, delle costanti, delle congiunzioni che mi sfuggono, che per qualche misterioso motivo non possono essermi svelate.
Ed è lì che io impazzisco.
Perdo l'uso della ragione e vagheggio in astrazioni assurde ed insensate pur di raccontarmi qualche verità che non mi lasci in mezzo a quel vuoto che mi soffoca.
Un senso ci deve pur essere... E più lo penso, maggiormente mi spaventa accorgermi, che in realtà, davvero ho paura che non ci sia.
E allora, che ognuno trovi il suo.
Temo di aver perso il mio, non riesco nemmeno a ricordarlo.
Che sia questo, ricominciare da capo?
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