Ennesima notte insonne
trascorsa a cercare giustizia
su una terra arida e stanca.
Che posto è questo,
dove non c'è pace all'ombra di una quercia,
dove non c'è luce in un mattino di agosto,
dove non c'è un fiore
che possa essere colto?
Che posto è quello in cui fa paura
dire la verità
ed è giusto guardare altrove?
Che posto è questo,
in cui l'acqua è macchiata di sangue
e l'anima di indifferenza?
Che posto è quello in cui i bambini
non inventano giochi e non sognano
l'impossibile?
Vorrei colori schizzati sui muri di cemento
e palloni in strada a farsi rincorrere
da piedi inesperti e curiosi,
nuvole veloci che non oscurino il cielo
e stelle che non smettono mai di brillare.
Vorrei giochi di luce in ogni vicolo buio,
coperte per chi ha freddo,
carezze per chi è solo,
libri per chi non sa leggere.
Vorrei cani randagi per scelta,
una musica per chi sprofonda nel silenzio,
notti eterne per chi si ama,
occhi meravigliati sui visi dei bambini.
Vorrei donne che scelgono,
preti che facciano i preti,
un lavoro per chi ha fame,
una canzone per chi non sa ascoltare.
Vorrei che tutti
potessero avere
ciò a cui hanno diritto
in quanto esseri umani.
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