lunedì 7 settembre 2009

Addio significa mai più

"Tu credi davvero che faccia bene a partire? Voglio dire, è la cosa giusta per te? Sul serio?"
"Credo di si. Ti dico come la vedo io, ma alla fine la decisione spetta a te e faresti bene a non farti condizionare da nessuno come hai sempre fatto, ed io vedo questo: sei libero, tu.
Lo sei sempre stato perchè la tua mente è libera, il tuo cuore lo è e anche la tua anima, se è vero che esite.
Tu la vuoi vivere questa vita e vuoi vedere il mondo, conoscerlo, innamorarti di lui ogni giorno.
E il mondo non si conosce rimanendo qui, la vita si, che puoi viverla lo stesso, ma non quella che vuoi tu.
Tu vivi nel mistero della vita, la osservi da ogni angolazione, hai bisogno di stupirti e sconvolgerti per quanto non la si possa mai afferrare e domare, perchè hai capito che possiamo solo inseguirla. In questo momento puoi e devi farlo, non è questo il momento di avere paura, non per te che non ne hai mai avuta."
"Ma tu ci sarai quando deciderò di tornare?"
"Ci sarò anche mentre sarai via."
"Sai cosa intendo."
"No che non lo so."
"Sarà com'è adesso? Mi guarderai ancora con quegli occhi? Riderai ancora delle mie magliette? Mi scriverai il post-it della buonanotte prima di andartene? Mi chiamerai alle due di notte per sapere se sono tutto intero? Non voglio rovinare tutto con te."
"Primo Postulato di Viola: Per rovinare qualcosa, bisogna averlo prima creato.
Secondo Postulato di Viola: Un'amicizia, se è vera amicizia, non si rovina.
Terzo Postulato di Viola: Visto che tra noi c'è solo amicizia, dato che non hai voluto creare null'altro in vista di una futura partenza, non si rovinerà nulla."
"Assioma di Filippo: sono un imbecille Viola. Ti ho persa senza averti mai avuta."

"Non tornerai... Vero?"
"No, non tornerò..."

Poche stelle in cielo, un vento freddo tra le strade addormentate.
Un paesino accucciato ai piedi di una montagna, una lampada accesa nella stanza di Viola.
Filippo l'abbraccia con le guance rigate e trattiene i singhiozzi.
Lei sorride meccanicamente mentre fissa la parete: il dolore lo si indovina dagli occhi.
Si dicono addio, senza dire una parola.
Addio è una parola enorme, troppo forse, per riuscire a pronunciarla.
Significa fine, significa mai più, significa impossibile. Fa male da impazzire.
Così non la dicono.
Si sciolgono dall'abbraccio e si guardano negli occhi.
Filippo la bacia sulla fronte, prende la felpa e se ne va chiudendo la porta, senza voltarsi.

"Addio significa mai più" pensa Viola, mentre accende lo stereo per zittire il silenzio.
"Chissà che senso ha amare così tanto qualcuno, se poi devi perderlo così presto..."

Nessun commento:

Posta un commento