Poche parole, un paio di pensieri fissi.
Dev'essere questo l'inferno: mi sta addosso il bastardo.
Sta aspettando che io abbassi la guardia, freme dalla voglia di sopraffarmi.
Non è più tempo di ripensamenti, se dimentico qualcosa sul tavolo non posso più tornare a prenderlo: è perso per sempre. Per cui devo scegliere bene, per cui devo essere lucida.
E' ora di uccidere: è l'ora della fine.
Un grande rogo sfiorerà il cielo questa notte.
Resti di anni finiti, andati, persi senza averli dimenticati sul tavolo.
Non per questo da buttare, ma non si possono nemmeno tenere.
Userò un fiammifero: una scheggia di legno così piccina può distruggere mondi interi.
Ed è di distruzione che ho bisogno, con urgenza incalcolabile, distruzione.
Ficcatevelo bene in testa: qui stanotte ci sarà il delirio e lì in mezzo smetterò di sentire, vedere e dire.
Grandi fiamme divoreranno l'aria, mancherà l'ossigeno e non ci saranno finestre.
Tenetevi alla larga perchè non ci sarà pietà: niente verrà perdonato, il Dio Giudizio giungerà bendato sapendo ciò che deve fare e non ci saranno sconti.
Poi sarà il nulla, sarà il buio più totale.
Sarà pace e silenzio, sarà vento e cenere.
Sarà cielo di notte, solo questo.
Ed io sarò sola, in mezzo a tutto quel niente.
E lì starò bene.
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