Forse una storia c'è.
Se sarà, dovrà essere al FLASH BAR.
Se sarà, sarà una cosa ben fatta.
Lo scrivo per essere costretta a ricordarmelo.
Un impegno preso: al FLASH BAR.
Donna debole, l'hai detto, ora lo fai.
Un sabato sera tra mille, anche divertente se vogliamo, ma con una strana venatura di malinconia e autunno.
Ancora quel sapore di fine, in fondo alla gola.
Non manca più il respiro, quello no, ma si intorpidisce la quiete di ore che tornano uguali a sè stesse. Non è permesso il leggero volo di sere che si assomigliano, tra strade un po' troppo strette per essere vive.
Fingere per orgoglio o per dovere non fa differenza: il caso richiede una maschera, la indosso con dignità.
Mi accorgo che devo fuggire per un po' e cerco una storia, penso a città lontane e rumorose e a chi di quel rumore è felice. Sarei felice anch'io?
Ecco come mi è venuto in mente il FLASH BAR.
C'è qualcuno che vuole essere raccontato e sento che non è venuto per caso, che ha qualcosa da dirmi.
Imparerò a conoscerlo.
Torno nel mondo reale e indosso nuovamente la maschera.
Donna vigliacca, lotta con il perdono e permettigli di vincere, per una volta.
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