sabato 26 settembre 2009

Retorici non pensarci e un po' distruggersi

Non succede molte volte.
Prenderle al volo, quelle stupide occasioni.
Ma, se non si può? Cioè, se proprio non fosse possibile, perchè qualcuno o qulacosa ha deciso per noi e a noi non resta che osservare?
Stupide domande retoriche, a cosa servono poi?
Suggerire? Ma cosa suggerire a chi, suggerisciti sto...
Prepotentemente e impotentemente patetica e ridicola in voli di aquiloni colorati, forati nel mezzo però, o forse in un angolo, ma forati di sicuro.
Tanto parlo così, cosa sto a farci attenzione.
Ma si, che tanto domani passa e ci sarà sicuramente qualcos'altro a rischiare i tuoi cieli...e avanti con le banalissime immagini poetiche, che nonostante tutto la mia mente mi suggerisce e ricerca.
Che io abbia la poesia nell'anima? Che io sia poesia?
Altre domande retoriche a cui rispondo con un solenne: "Della poesia non te ne fai un cazzo."
E la vita la vivo, lo stesso.
Mi accontento, mi racconto palle, autosopravvivenza credo.
E tutto quello che non ho me lo immagino, immagino quanto sarebbe bello e lo amo più di chi lo possiede e nemmeno se ne accorge.
Un sorriso come arma: arma dei poveri dirà qualcuno, arma dei figli dei fiori e metti i fiori nei cannoni, qualcun altro.
Pensate come sto messa.
Che come tutte le armi è artificiale, insomma creata, studiata, progettata.
Ah le canne, ma è deprimente, cancellatelo.
E nemmeno le mie parole mi piacciono. Si vede che voglio vivere insoddisfatta, evidentemente mi piace.
Comunque domani mattina mi alzo e ricomincio da capo, ricordandomi come stavo stanotte ma ricordandomelo un po' meno.
E i due messaggi che ho scritto, li volevo scrivere davvero.
Domani me ne vergognerò, in questo momento è un po' di leggerezza, come una piuma nera di un corvo che non riposa.
Qualche sottile mente coglierà il dolore nascosto dietro tale immagine?
La pazzia sarebbe una buona risposta. Trovarla, trovare la pazzia, trovarla davvero, trovarla sul serio.
Chi desidera la follia se non un folle, chi sogna la fuga perpetua della mente dai giorni taglienti se non qualcuno che vede ogni cosa perfettamente...e se ci voleva il punto interrogativo, non posso più permettermi domande retoriche.
Immaginateli pensieri, certezze, qualcosa.
Ora è il momento della chiusura, ma lo lascerò solo immaginare.
Mi infilo nel letto, piango le mie ultime lacrime e dormo, otto ore circa.
Dai che domani andrà meglio.
Basterà non pensarci.

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