martedì 1 settembre 2009

Umidità corrosiva, Antiruggine, Sfarfallamenti.

Abbiamo bevuto e anche fumato. Parecchio.
Abbiamo preso un caffè in giardino e guardato uno di quei cartoni animati per bambini: da morir dal ridere.
Siamo tornati in giardino e ci siamo rimasti. Per ore.
Un giardino bello e piccolino, con qualche rosa e tante surfinie, in una sera un po' troppo fresca per un vestitino e dei sandali.
Mi ha mostrato la Stella Polare, Orione e Pegaso. Siamo finiti a raccontarci i miti greci che ricordavamo: Amore e Psiche eletto il migliore della serata.
Eleggiamo il migliore della serata ogni volta che ci vediamo: può trattarsi di cibo come di musica o libri o film, ma c'è sempre un migliore della serata.
Abbiamo discusso su Damien Rice mentre ascoltavamo i Noir Desir.
Ma siamo rimasti in silenzio per tutto il tempo di "Des visages, des figures".
"E questo qui ha ucciso la moglie, pazzesco."
"Forse un po' troppo drogato."
Mi ha detto che ogni tanto scopa con Sabrina, ma è sempre innamorato di Alessia.
Gli ho detto che continuo a scopare con Fabio-deejay, ma che a parte scopare non vale una cicca spenta e quel deejay appiccicato al nome comincia ad irritarmi.
"Certo, ha ventidue anni."
"Si, infatti."
Risate incontenibili.
Si è seriamente arrabbiato quando gli ho detto che la mia settimana in solitaria al mare d'inverno salta "perchè non mi va più. Si, anche se ho già prenotato al B&B."
E allora si va in due e viene anche lui. Di certo, non Fabio-deejay.
"Il mare a novembre è troppo bello e malinconico, davvero troppo per essere sola.
E poi non è di stare da sola che hai bisogno, hai bisogno di pace."
Mi conosce bene, legge nei miei occhi quel che non so dire.
Sono dieci anni che mi salva e mi risolleva, che mi regala fiori e mi chiama quando non gli viene in mente il titolo di una canzone, che mi prepara dolci e dorme da me se non ce la fa a tornare a casa.
"Guarda qui, un uomo e una donna di trent'anni amici come due ragazzini delle superiori.
Che meraviglia se ci pensi. Talmente ridicolo da diventare meraviglioso."
"Non può essere stato un caso."
"Ancora con la storia del destino?!"
"Sia quel che sia, a noi è andata di lusso, proprio di lusso."
"Partitina a scopa?"

E così le ore son passate e abbiamo ancora riso un sacco.
Son tornata a casa che erano quasi le cinque del mattino, mezza ubriaca.
Ho trovato il vaso con i fiori del compleanno rotto: il gatto.
Un po' instabile sui miei stessi passi ho raggiunto la stanza e mi sono lasciata cadere sul letto rosso.
Il soffitto ha iniziato a girare ed io con lui.
Mi sono risvegliata due ore dopo, con i vestiti ancora addosso e un gran mal di testa, di quelli pulsanti.
Due dita in gola; molto meglio.
Doccia, caffè, altro caffè, ancora caffè.
Sigaretta, chiavi e via: verso quell'ufficio perennemente in disordine, con Marcella che non capisce mai un cazzo.
Ma cosa importa, la prossima settimana vado al mare.
La prossima settimana è novembre.

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