giovedì 23 luglio 2009

Gazzettino

Angelica è bulimica.
Non l’ho mai saputo. L’ho beccata l’altra sera alla cena di Paola.
Non ho detto nulla, lei nemmeno.
Da lì, non ci siamo più sentite.
Sua sorella Luisa va da un mago, a farsi spennare in cambio di incantesimi che le riportino il suo ex, sposato da oltre un anno.
Maddalena ha un leggero esaurimento, non si sa bene il perché, ma ce l’ha.
Prende psicofarmaci, santa miseria.
Ingoia pilloline per riuscire a vivere e a dormire.
Che panico ragazzi, che panico…
Filippo si è messo a tirare.
Non ha un soldo, ma si fa come un qualunque insulso e banalissimo figlio di papà, che si annoia da morire perché ne ha a valangate, lui, di soldi.
È sempre elettrico e frequenta gentaccia adesso.
Che paura.
Elisa non lo dice a nessuno ma l’abbiamo pinzata tutti: scopa con il collega a cui manca un dente. Quello con il codino, sempre ubriaco.
Esce con noi, porta anche suo figlio Nicolò come copertura, poi va via prima del tempo.
Il pupo si addormenta in macchina sul sedile posteriore e lei tromba su quello davanti.
È accertato, credetemi.
Enrica, invece, è la cornuta della famiglia.
Suo marito Roberto la tradisce con l’istruttrice di nuoto di Gloria, sua figlia.
L’istruttrice di nuoto ha vent’anni. Lei non lo molla solo perché è quello che lui vorrebbe.
Strana davvero la vita, strana sul serio.
Alex che continua ad andare dallo psicologo, perché a quarant’anni suonati si sente ancora in colpa per essere gay e aver deluso irrimediabilmente suo padre, che avrebbe tanto desiderato dei nipoti. E così ha smesso di amare suo figlio, che adesso è infelice e di nipoti non gliene ha dati comunque.
La “Lisboa è muito boa band” si è sciolta.
Dopo dieci anni di serate e concerti e sale di registrazione e composizioni e pezzi e arrangiamenti, si sono sciolti.
Stefy e Betta hanno litigato e di conseguenza anche Max e Andrea, bassista e batterista della suddetta band.
Una gran nostalgia quando l’ho saputo. Tutto va a puttane prima o poi, ma ho sempre pensato che loro avrebbero resistito finchè l’età lo avesse permesso.
Stupide donne, distruggono qualunque cosa.
In mezzo a tutto questo, eccomi: profondamente e incontrovertibilmente disillusa.
Non credo più in niente, sollevo le sopracciglia e osservo.
Inutile provare a capire, non si può comprendere il mistero di nessuno.
Possiamo solo amare e lasciare che succeda quel che ancora non sappiamo. Aspettare. Silenziosamente attendere.
La vita è una salita perenne.
Acquista peso, diventa ingombrante, respira la nostra stessa aria.
Non permette sogni la notte, figuriamoci di giorno.
Non lascia filtrare il sole con la sua densa presenza.
Ci ruba la coperta nelle notti più fredde e nasconde la fortuna tra le fauci di una tigre.
Ci sorride crudele e ci invita ad unirci a lei, bugiarda e lusinghiera.

A volte sembra davvero di odiarla, questa vita.

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