sabato 11 luglio 2009

Preghiera di un'estate tagliente

Ti auguro strade affollate ad accoglierti, giorni leggeri riempiti solamente di spensieratezza e risate, notti blu e notti stellate, un vento dolce che ti culla, mentre attendi il sonno che lascia spazio agli ultimi pensieri.
Ti auguro occhi scuri e profondi, capaci di scuoterti, di farti vibrare e toglierti il respiro; labbra di miele che ti attirano irresistibilmente, mani che si cercano e si infilano a rincorrere centimetri di pelle nascosti, sospiri soffocati per non svegliare qualcuno...
Ti auguro di avere i tuoi giorni, di possederli e di farne ciò che desideri.
Spiagge deserte su cui passeggiare, le tue orme sulla sabbia, cancellate dalle onde, metafora eterna della vita.
Un'alba che arriva all'improvviso, un mattino che ti scoppia in faccia e la notte, che sotto a quell'albero ed una coperta, è volata via troppo in fretta.
Parole sincere, gesti semplici, incontri speciali.
Un caffè da manuale in una piazzetta nascosta e colorata, il sorriso di un bambino in bicicletta, una farfalla arancione posata su di un fiore, una fontana in una giornata di sole.
Ti auguro ricordi di attimi impagabili e di sensazioni sconosciute che vengono ad abitarti, una nuvola a forma di lampone in un cielo azzurrissimo e un aperitivo di fronte al sole che tramonta e va a nascondersi dietro le montagne, oltre l'orizzonte.
Ti auguro canzoni mai sentite e melodie che rapiscono, voci che raccontano storie lontane, storie affascinanti di vite sconosciute, parole in fila a lasciare una traccia di sè negli occhi e sulla strada.
Spero che tu possa avere arrivederci da pronunciare, in un giorno o in un altro, con una lacrima oppure un sorriso, con il cuore a pezzi oppure no.
Trovare un biglietto sul cuscino al tuo risveglio, una stretta di mano sicura che ispira fiducia, una fotografia in bianco e nero scattata per rapire un istante eterno nella corsa del tempo indelicato.
Ti auguro tutto ciò che saprai amare e custodire nella memoria degli anni , tutto ciò che ti serve per spiccare quel volo che tanto ti terrorizza, tutto quello che sogni quando sei solo e nessuno ti può sentire, tutto quello che da sempre attendi, sorridendo all'amaro che hai in bocca.
Ti auguro di trovare un libro dimenticato su una panchina, in un parco qualunque. Di leggerlo e di innamorartene e riportarlo esattamente dove l'hai preso.
Una formica che trasporta una briciola enorme per lei (altra metafora eterna della vita), gocce che scivolano su vetri appannati da respiri affannosi e avidi, che sfuggono da giorni complicati.
Desidero per te, passeggiate silenziose nel cuore del mondo, affinchè tu possa conoscerlo e finalmente comprenderlo, voli invisibili nell'amina di qualcuno che cela, più che mostrare, incursioni pacifiche in una mente sotto assedio perenne.
Stelle che non sembrano poi così distanti, un arcobaleno dopo un acquazzone improvviso e chidersi dove comincia e dov'è che va a finire.
Il profumo delle lenzuola pulite, un abbraccio delicato in una sera che urla vendetta, dato da qualcuno, che sai, non ti stringerebbe mai troppo forte.
Una vita che è tua e che non cambieresti per null'altro al mondo.
Questo vorrei, per tutti coloro che sentono freddo stanotte.
Vado a coprirmi, c'è un gran vento qui...

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