venerdì 31 luglio 2009

Capirsi

“La odio, la detesto, mi irrita. Non sopporto la sua presenza, la sua voce, la sua faccia. MI infastidisce il suo modo di sistemare la roba nell’armadio e nel frigo, non trovo mai nulla santa miseria.
E poi come risponde al telefono, oh come le infilerei un asciugamano in bocca ogni volta che squilla. So già che dirà questo pronto tutto impostato, tirandosela un po’, come se fosse un po’ infastidita. Anche con sua madre lo fa, quella santa donna di sua madre che passa la vita a farsi maltrattare dall’unica figlia stronza che ha avuto.
Mi sento male al pensiero di rientrare a casa dal lavoro e trovarla vestita come una quattordicenne, per stare in casa a cucinare, pettinatissima, no, dico, sarà il caso?
Due volte alla settimana dalla parrucchiera – l’ultima volta è tornata biondo platino - abbonamento fedeltà dall’estetista, quattro paia di occhiali da sole, non so quante borse e scarpe.
Figli non ne vuole, avrà paura di ingrassare. Ma meglio così, inizierebbe anche ad andare in palestra. Strano che non le sia ancora venuto in mente. Ah, ma la corsetta due volte a settimana non la salta mica.
Una cretina. In testa non ha nulla che non sia abbinare i colori degli abiti tra loro e con le scarpe e con la borsa e con il trucco e magari anche con il locale in cui si andrà.
Non perde una puntata di verissimo, sa qualunque cosa di qualunque imbecille mai visto e mai sentito da nessuno.
Lei in vacanza vuole andare solo e sempre in Sardegna.
Due anni fa ha rotto le balle per mesi per comprare il camper: dovevamo assolutamente averlo. Io lo odio il camper, da sempre, e lo sa la signora, lo sa.
Pur di non sentirla più l’ho preso: l’abbiamo usato due volte, adesso voglio venderlo ma lei non vuole.
Glielo spaccherei sulla testa.
L’ho sempre odiata, fin da prima di sposarla, il giorno del matrimonio l’ho odiata più che mai.
Quando ormai tutti i parenti erano andati via, si è messa a ballare provocante con tutti gli uomini rimasti: alzava il vestito e mostrava a tutti la giarrettiera. Pure vacca, oltre tutto.
E io l’ho sposata perché avevo paura di rimanere da solo, avevo trent’anni suonati, lei stressava, se non ci sposavamo ci lasciavamo.
E me la sono fatta addosso.
Le ho detto si, le ho comprato l’anello e gliel’ho dato a cena perché si fa così.
Nessun entusiasmo, gesti meccanici, conseguenze logiche, la notte che segue il giorno e poi gli cede nuovamente il passo.
Se lo avessi saputo…”.


“Io l’ho capito: mi odia.
Glielo leggo in faccia ogni volta che apre il frigo o cerca qualcosa nell’armadio. Dice che non trova nulla. Neanche avessimo una cabina armadio: le maglie con le maglie e i pantaloni con i pantaloni. Le giacche appese, calze e mutande nei cassetti. Cosa ci sarà poi di tanto difficile, non lo so.
La situazione è peggiorata da quando abbiamo preso il camper.
Una sera in cui c’erano dei suoi colleghi a cena, l’ho sentito dire che adorava l’idea del camper, che ne avrebbe sempre voluto uno e che era il modo più comodo e funzionale per spostarsi.
Ho pensato che poteva essere una buona idea, sarebbe stato più invogliato e motivato a fare qualcosa insieme a me nei week-end, durante l'anno.
Non gli va mai di fare nulla, la domenica vuole essere a casa per guardare le partite.
L’abbiamo preso ed è saltato fuori che lo odia e che io lo sapevo bene. Ho lasciato perdere: aveva detto tutte quelle cose per far colpo sul nuovo collega che era un cagnaccio di qualche mega azienda.
In più, ogni anno con l’avvicinarsi dell’estate inizia la polemica che lui in Sardegna non ci vuole andare perchè andiamo sempre lì.
Io ho mia madre, mio padre e mio fratello con le bimbe giù, certo che voglio andare in Sardegna. Li vedo una volta all’anno per una decina di giorni, è così difficile da capire?
Non so più che fare.
Passo le giornate a pulire e cucinare, ma non mi trascuro minimamente.
Vado a farmi la piega tutte le volte che posso, cerette e pulizie del viso, manicure.
Mi vesto carina e provocante per quando ritorna a casa, vado a correre per non diventare un pallone.
Quando usciamo non trascuro nulla, vorrei essere un motivo d’orgoglio per lui, almeno per eleganza e finezza.
Ne ho sentite troppe di storie di uomini che lasciano mogli per qualcuno di più attraente, io una cosa così non la sopporterei, morirei, davvero, sono troppo insicura.
E così faccio di tutto per piacergli ancora, ma mi considera sempre allo stesso modo. Gli uomini per il sesso impazziscono, non capiscono più nulla, è il loro giochino preferito. E me la cavo ancora così. Non gli dico mai di no, per paura che vada altrove, ma non succede poi così spesso che mi cerchi.
Dovrei iniziare ad andare in palestra.
Non ci sono mai andata, sarebbe strano, potrebbe pensare che io abbia qualcun altro, magari proprio un istruttore giovane e fisicato…
Che poi… Un altro? Ma figuriamoci, niente di più lontano ed impossibile.
Sto ancora male adesso per la figuraccia del matrimonio. Per fortuna eravamo rimasti solo in pochi.
Ero ubriachissima a fine serata: avevo bevuto si e no tre bicchieri di vino dopo che erano rimasti solo gli amici, ma la tensione e la stanchezza mi hanno dato una botta paurosa.
E io non bevo mai! Mi ricordo quanto ridevo! Mi ricordo che giocavo a fare la sensualona perché niente è più lontano da me e mi faceva ridere tantissimo.
Era una parodia di me stessa, che tutto sono, fuorché maliziosa. Tutti l’hanno capito per fortuna, ma ancora, quando ci penso, sto male…
Che tristezza.
Ero così felice quando mi ha chiesto di sposarlo, anche se quella sera stava poco bene e aveva mangiato e parlato poco.
Ma voleva che fossi sua moglie, mi voleva per tutta la vita, come non essere felice?
E guarda in qualche anno, come sono cambiate le cose.
E mia madre che mi chiama venti volte al giorno, per i motivi più inutili, è invadente e curiosa, a lui è simpatica. Vai a sapere, mia madre gli piace.
Io non me la sento di avere figli proprio per questo: ho paura di diventare come lei e che i miei figli finiscano con il non sopportarmi e il desiderare di vedermi il meno possibile. Ho troppa paura, davvero, spero che passi presto.
In effetti non è mai stato troppo affettuoso o espansivo, ma è il suo carattere, so che mi ama. Non dovrei preoccuparmi tanto, lui è proprio così, non sono io che non vado bene…
Ma guarda più la tv di me, parla poco, esce sempre più spesso.
Non voglio perdere mio marito.
Io ci riprovo.
Stasera “cena in rosso”: cucino solo cibi di colore rosso e mi metto baby-doll e tacchi a spillo, ovviamente rossi”.

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